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Pubblicato in Mondo Golden View, su 4 aprile 2017, di , 0 Commenti

Il Golden View Open Bar è il luogo dove si apprezza l’ eccellenza della cucina e dei vini italiani, in un contesto unico per la sua eleganza, con stupenda vista su Ponte Vecchio, sul fiume Arno e Galleria degli Uffizi.  Nel tempo, il Golden View è divenuto una tappa importante dove, ormai da anni, passano sostando nelle sue splendide sale, i più importanti artisti italiani contemporanei.

 

Dopo la pittura dei Maestri Sandro Chia, Luca Alinari e i gioielli di Rosa Canfora, è la volta del ceramista Paolo Staccioli che, con le sue magnifiche ceramiche, incanta gli eleganti spazi del locale, con fantasie di forme e magie colorate.

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Rosa Canfora
scultrice
direttrice artistica e curatrice della mostra

 

 

 

 

 

Occorre conoscere di persona Paolo Staccioli per comprendere fino in fondo le sue opere, per percepire il suo linguaggio.  Si deve penetrare il suo bonario sorriso, l’innata bontà, la sottile ironia e l’intelligente saggezza che riesce a trasmettere ai suoi lavori.

Ceramiche, certo, eleganti e dallo smalto scintillante, metallizzate, ma soprattutto dotate di un’anima ben definita, quella dell’artista.
Quando mi sono recato nel suo studio, o meglio nella sua “bottega”, per usare un termine proprio del Rinascimento fiorentino, ero affascinato da quell’accostamento di colori, da quegli apparenti paradossi di corpi, di forme, di misure. Eppure cosa c’è di più vero di quei grossi personaggi con la testa piccola piccola, o quegli adorabili ometti seduti sulla sfera del mondo, tanto più grande
di loro e di noi: figure fantastiche, vasi, bottiglie stilizzate, sfere, allegorie filtrate attraverso la fantasia più sfrenata.
È la sagra dell’arte e del bello, ma è anche la giostra dell’umanità come ci spiega una delle suggestive opere: gira e gira per tornare al luogo da cui era partita. È la giostra della vita, coi suoi guerrieri, i viaggiatori, i cardinali, e tanti altri piccoli, grandi uomini che si affannano talora ad inseguire ambizioni talmente elevate da ritrovarsi al punto di partenza.

 

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Cosimo Ceccuti

Presidente della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia

 

 

 

 

 

 

Non ci sono arti ”…più avventurose, più incerte e dunque più nobili delle arti che richiedono l’uso del fuoco” come dice Claudio Paolini. Ed io aggiungo non ce ne sono di più allegre. Quando la cottura è riuscita e l’alleanza fra il fuoco e la terra si è trasformata in colore splendente, incorruttibile, per sempre immutabile, allora non si può non esser felici.
Paolo Staccioli è per nostra fortuna rimasto artigiano nelle mani, nella testa e nel cuore.

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Dott. Antonio Paolucci
ha diretto gli Uffizi
attuale direttore dei Musei Vaticani

 

Le radici antiche di Paolo Staccioli vengono allo scoperto, in evocazioni che rimandano alla pittura rupestre e alla toreutica etrusca e raggiunge una maestà innovativa con un’arte matura, grazie all’incontro d’un inventiva inesauribile e di una tecnica magistrale. Staccioli continua a evolversi con risultati nelle sue opere in ceramica che rappresentano al meglio l’arte fiorentina e Toscana di oggi.

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Dott.ssa Cristina Acidini
ex soprintendente e coordinatrice
del Polo Museale Fiorentino

 

Sin dalle decorazioni delle prime forme vascolari, Paolo Staccioli elabora soggetti e temi già ampiamente indagato dagli esordi nella pittura sul tela; sempra anzi, condividendo le parole di Nicola Micieli (1997), che Staccioli abbia sempre dipinto in funzione della ceramica.

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Dott.ssa Ornella Casazza
ha diretto il Museo degli Argenti a Palazzo Pitti


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